Il mercato dello champagne ha registrato nel 2024 una contrazione significativa: secondo i dati del CIVC, le spedizioni sono scese a 271,4 milioni di bottiglie, con un calo del 9,2% rispetto all’anno precedente. Una normalizzazione post-pandemia accelerata dall’incertezza economica globale. Eppure, sul lungo periodo, l’indice Liv-Ex Champagne 50 ha sovraperformato il CAC 40, segnando un progresso di circa +85% nell’arco di dieci anni.
Per un investitore italiano che voglia esporsi a questo settore attraverso strumenti regolamentati, le opzioni quotate sono limitate: esistono solo 6 società che permettono di investire nel comparto dello champagne tramite mercati azionari. In questo articolo le analizziamo una per una, con dati su capitalizzazione, dividendo, PER e caratteristiche rilevanti per chi opera da un conto titoli.
Attenzione: questo articolo ha finalità esclusivamente informative e comparative. Non costituisce un consiglio di investimento. Ogni decisione finanziaria deve essere valutata in base al proprio profilo di rischio, orizzonte temporale e situazione personale.
Confronto tra le 6 azioni per investire nel settore champagne
Le sei società quotate analizzate presentano caratteristiche molto diverse tra loro: alcune sono colossi del lusso in cui lo champagne rappresenta una quota marginale del fatturato, altre sono pure player con esposizione quasi totale al settore. La tabella seguente offre un quadro sintetico comparativo.
| Società | Codice ISIN | Capitaliz. (M€) | Esposizione champagne | PER (approx.) | Dividendo | Rendimento lordo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| LVMH (MC) | FR0000121014 | 308.000 | ~3,8% del fatturato | 29 | 13,00 € | ~2,1% |
| Pernod Ricard (RI) | FR0000120693 | 19.700 | ~1% del fatturato | 11,5 | 4,70 € | ~6,0% |
| Rémy Cointreau (RCO) | FR0000130395 | 2.151 | meno del 2% del fatturato | 17,6 | 2,00 € | ~2,8% |
| Laurent-Perrier (LPE) | FR0006864484 | 559 | 96,1% del fatturato | 12,1 | 2,00 € | ~2,1% |
| Lanson-BCC (ALLAN) | FR0004027068 | 227 | 100% del fatturato | 10,8 | 1,10 € | ~3,3% |
| Vranken-Pommery (VRAP) | FR0000062796 | 99,5 | posizione n°2 mondiale | 26,8 | variabile | ~6,1% |
I dati si riferiscono alle ultime rilevazioni disponibili e possono variare. Prima di operare, verifica sempre le quotazioni aggiornate sul tuo broker.
Dal confronto emergono due categorie distinte: da un lato i grandi gruppi del lusso e degli spirits (LVMH, Pernod Ricard, Rémy Cointreau), dove lo champagne è un segmento tra molti; dall’altro i pure player (Laurent-Perrier, Lanson-BCC, Vranken-Pommery), interamente o quasi interamente focalizzati sul settore. La scelta tra le due tipologie dipende dal livello di esposizione desiderato e dalla tolleranza al rischio specifico del comparto.
LVMH (MC) – Il colosso del lusso con una divisione champagne di primo piano
LVMH è la prima capitalizzazione borsistica europea, con un valore di mercato intorno ai 308 miliardi di euro. Il gruppo controlla alcune delle maison di champagne più riconosciute al mondo: Moët and Chandon, Dom Pérignon, Veuve Clicquot, Krug e Ruinart. Nel 2024 ha distribuito circa 61,7 milioni di bottiglie attraverso la sua divisione Vini e Spirits.
Tuttavia, lo champagne rappresenta solo il 3,8% del fatturato complessivo del gruppo (circa 3,18 miliardi di euro). LVMH è un conglomerato diversificato su moda, pelletteria, profumi, orologi e retail. Chi acquista azioni LVMH si espone principalmente al lusso in senso ampio, con una componente champagne che, seppur di grande prestigio, incide in modo limitato sui risultati complessivi.
Punti di forza:
- Capitalizzazione e liquidità elevate – facile da acquistare e vendere sul mercato
- Portafoglio di marchi champagne tra i più forti al mondo
- Diversificazione settoriale che riduce il rischio specifico sul comparto bevande
- Presenza nei principali indici europei (CAC 40, Euro Stoxx 50)
Elementi di attenzione:
- PER intorno a 29: valutazione non bassa rispetto ai pure player
- L’esposizione allo champagne è indiretta e marginale rispetto al totale
- Il titolo risente delle dinamiche del settore lusso globale (Cina, consumi premium)
Il dividendo distribuito è di 13 euro per azione, con un rendimento lordo di circa il 2,1%. Per un investitore italiano che operi in regime amministrato, la tassazione sulle plusvalenze e sui dividendi esteri da azioni francesi segue le regole del trattato contro le doppie imposizioni tra Italia e Francia, con ritenuta alla fonte francese del 12,5% e ulteriore tassazione italiana sul residuo.
Pernod Ricard (RI) – Un gruppo degli spirits con presenza nello champagne
Pernod Ricard è il secondo attore per capitalizzazione borsistica tra le società analizzate, con circa 19,7 miliardi di euro. Il gruppo è uno dei maggiori produttori mondiali di bevande alcoliche, con un portafoglio che include whisky, vodka, gin e rum, oltre a due marchi di champagne: Mumm e Perrier-Jouët.
L’esposizione al champagne è però limitata: circa l’1% del fatturato complessivo, per un valore stimato tra 150 e 200 milioni di euro annui. Chi acquista azioni Pernod Ricard non sta investendo nel champagne, ma in un portafoglio globale di spirits con una piccola componente legata al settore.
Punti di forza:
- Rendimento da dividendo tra i più alti del gruppo analizzato: circa il 6% lordo con 4,70 euro per azione
- PER di circa 11,5 dopo la correzione di prezzo del 2024-2025, valutazione storicamente bassa
- Diversificazione geografica e per categoria di prodotto molto ampia
Elementi di attenzione:
- Esposizione allo champagne quasi trascurabile sul fatturato totale
- Il titolo ha subito un calo significativo negli ultimi mesi, legato a debolezze nei mercati chiave (Cina, USA)
- Un rendimento elevato in un contesto di calo del titolo richiede valutazione attenta della sostenibilità del dividendo
Per chi cerca esposizione diretta al champagne, Pernod Ricard è una scelta indiretta. Può interessare chi vuole un titolo degli spirits con rendimento da dividendo elevato e diversificazione ampia, accettando che il legame con lo champagne sia marginale.
Rémy Cointreau (RCO) – Il cognac con una piccola finestra sullo champagne
Rémy Cointreau ha una capitalizzazione di circa 2,1 miliardi di euro. Il gruppo è principalmente un produttore di cognac (Rémy Martin, Louis XIII), che rappresenta circa il 62% del suo fatturato. Il legame con lo champagne è minimo: il gruppo possiede il marchio Telmont, una piccola maison che produce circa 400.000 bottiglie all’anno, meno del 2% del fatturato totale.
Rémy Cointreau non è quindi un veicolo per investire nel champagne. Chi lo acquista si espone principalmente alla crisi del cognac cinese, che nel 2024 ha registrato un calo dei volumi del 19,2% a causa delle tensioni commerciali tra Europa e Cina.
Punti di forza:
- Portafoglio di marchi premium e ultra-premium con pricing power elevato
- PER di circa 17,6 e dividendo di 2 euro (rendimento lordo ~2,8%)
- Possibile recupero nel segmento cognac se le tensioni commerciali con la Cina si attenuano
Elementi di attenzione:
- Esposizione champagne quasi inesistente
- Forte dipendenza dal mercato cinese per il cognac
- Volatilità elevata legata a fattori geopolitici e commerciali
Tra le sei società analizzate, Rémy Cointreau è quella con il legame più debole al settore champagne. Va considerata solo come parte di una strategia più ampia sugli spirits premium.
Laurent-Perrier (LPE) – Il pure player dell’alto di gamma
Laurent-Perrier è uno dei pure player più puri del settore: il 96,1% del suo fatturato proviene dalla vendita di champagne. Con una capitalizzazione di circa 559 milioni di euro, è una società di medie dimensioni ma con una posizione di mercato solida, particolarmente riconosciuta nel segmento premium con il marchio Grand Siècle.
Dopo la correzione sectoriale del 2024, il PER si è attestato intorno a 12,1, un livello storicamente basso per questa società. Il dividendo distribuito è di 2 euro per azione, con un rendimento lordo di circa il 2,1%.
Punti di forza:
- Esposizione quasi totale al settore champagne – massima purezza tematica
- Valutazione relativamente contenuta dopo la correzione del 2024
- Marchi riconosciuti nel segmento premium internazionale
- Gestione familiare con orientamento di lungo periodo
Elementi di attenzione:
- Liquidità del titolo inferiore rispetto a LVMH o Pernod Ricard – gli spread possono essere più ampi
- Dipendenza quasi totale dal mercato champagne, senza diversificazione
- Sensibile ai cicli economici che influenzano i consumi premium
Laurent-Perrier è la scelta più indicata per chi cerca un’esposizione diretta e concentrata al mercato dello champagne, accettando il rischio specifico di un settore in fase di correzione. Il PER contenuto rispetto alla media storica può rappresentare un elemento di interesse per chi adotta un approccio value.
Lanson-BCC (ALLAN) – Un portafoglio di 8 maison di champagne
Lanson-BCC è l’unica società del gruppo con il 100% del fatturato derivante dallo champagne. Il gruppo gestisce un portafoglio di 8 maison, tra cui Lanson, Boizel, Chanoine e Alexandre Bonnet. Con una capitalizzazione di circa 227 milioni di euro, è una small cap con liquidità limitata ma con esposizione diretta e totale al settore.
Il PER di circa 10,8 è il più basso tra le sei società analizzate, e il rendimento da dividendo si aggira intorno al 3,3% (1,10 euro per azione). La valutazione bassa riflette in parte le difficoltà del mercato champagne nel 2024, ma anche le dimensioni contenute e la limitata visibilità internazionale della società.
Punti di forza:
- Esposizione al 100% al settore champagne
- PER tra i più contenuti del settore, potenzialmente interessante in ottica value
- Portafoglio diversificato di maison con posizionamenti differenti
Elementi di attenzione:
- Liquidità del titolo molto bassa – gli scambi giornalieri possono essere ridotti
- Small cap con minore copertura degli analisti
- Concentrazione totale su un settore in fase di correzione
- Struttura del debito da monitorare nel tempo
Lanson-BCC si rivolge a chi vuole la massima esposizione tematica allo champagne ed è disposto ad accettare la bassa liquidità tipica delle small cap francesi. Prima di operare su questo titolo, verifica le condizioni di esecuzione sul tuo broker: alcuni intermediari potrebbero non offrire accesso a questo mercato o potrebbero applicare costi più elevati sugli ordini.
Vranken-Pommery (VRAP) – Il secondo produttore mondiale di champagne quotato
Vranken-Pommery è il secondo produttore mondiale di champagne in termini di volumi, con marchi come Pommery, Charles Lafitte e Vranken. La capitalizzazione è di circa 99,5 milioni di euro, il che ne fa la società più piccola del gruppo analizzato.
Il rendimento da dividendo è tra i più alti del settore (circa 6,1%), ma il PER di 26,8 appare elevato rispetto ai competitor pure player come Laurent-Perrier e Lanson-BCC. Questo dato riflette la pressione sui margini che il gruppo sta affrontando in questa fase del ciclo.
Punti di forza:
- Posizione di secondo produttore mondiale conferisce rilevanza strategica nel settore
- Rendimento da dividendo elevato
- Esposizione diretta e concentrata al mercato champagne
Elementi di attenzione:
- Liquidità molto bassa – titolo poco scambiato, difficile da acquistare e vendere in modo efficiente
- PER elevato rispetto ai peer pure player
- Capitalizzazione sotto i 100 milioni di euro: micro cap con rischi specifici elevati
- Indebitamento da monitorare con attenzione
Vranken-Pommery è il titolo con il profilo di rischio-liquidità più sfidante tra i sei analizzati. La bassa capitalizzazione e i volumi di scambio ridotti rendono questo titolo adatto solo a chi ha già esperienza con le small cap europee e comprende le implicazioni operative di investire su titoli poco liquidi.
Domande frequenti sulle azioni del settore champagne
Posso acquistare queste azioni da un conto titoli italiano?
Sì, tutte e sei le società sono quotate su Euronext Paris e accessibili da un conto titoli ordinario aperto presso un broker che offre accesso ai mercati europei. Alcuni broker italiani in regime amministrato includono Euronext Paris tra i mercati disponibili. Verifica sempre la disponibilità e i costi di accesso prima di aprire una posizione.
Queste azioni sono disponibili anche per il PEA francese? E per l’investitore italiano?
Il PEA (Plan d’Epargne en Actions) è uno strumento fiscale francese non disponibile per i residenti italiani. Gli investitori italiani possono acquistare queste azioni attraverso un conto titoli ordinario o, in alcuni casi, attraverso un piano di accumulo ETF che replica indici del lusso o del settore bevande. Non esiste un equivalente italiano del PEA.
Come vengono tassati i dividendi delle azioni francesi per un investitore italiano?
La Francia applica una ritenuta alla fonte del 12,5% sui dividendi distribuiti a investitori esteri. In Italia, la tassazione sulle rendite finanziarie è del 26%. In base al trattato contro le doppie imposizioni tra Italia e Francia, la ritenuta francese è in parte recuperabile o scomputabile dalla tassazione italiana, ma le modalità dipendono dal regime scelto (amministrato o dichiarativo) e dal broker utilizzato. In regime amministrato, il broker gestisce la fiscalità italiana, ma non necessariamente recupera in automatico la ritenuta estera. Verifica con il tuo broker le condizioni specifiche.
Esistono ETF che offrono esposizione al settore champagne o al lusso francese?
Non esiste un ETF specifico sul champagne. Tuttavia, alcuni ETF tematici sul lusso europeo includono LVMH come componente significativa. Per i pure player come Laurent-Perrier o Lanson-BCC, l’unica esposizione diretta avviene attraverso l’acquisto delle singole azioni.
Qual è il rischio principale di investire nei pure player dello champagne?
Il rischio principale è la concentrazione settoriale. Le società con il 100% del fatturato nel champagne sono esposte in modo totale alle fluttuazioni della domanda globale del settore, ai cambiamenti nei gusti dei consumatori, alle condizioni climatiche in Champagne e alle variazioni valutarie sui mercati esteri. La correzione del 2024 (-9,2% dei volumi globali) ha dimostrato quanto rapidamente le condizioni possano cambiare.
Come si confrontano queste azioni rispetto a un investimento passivo tramite ETF sul lusso?
Un ETF sul lusso europeo offre diversificazione immediata e costi di gestione contenuti, ma include anche componenti non legate al settore champagne. L’investimento diretto in singole azioni permette una selezione più precisa, ma richiede maggiore impegno di analisi, comporta rischi di concentrazione e può avere costi di transazione più elevati. Non esiste una risposta universalmente corretta: dipende dal profilo dell’investitore, dall’orizzonte temporale e dalla complessità che si è disposti a gestire.
Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e comparative. Non costituisce consulenza finanziaria, raccomandazione di investimento o sollecitazione all’acquisto di strumenti finanziari. Investire in azioni comporta rischi, inclusa la possibilità di perdere il capitale investito. Verifica sempre le condizioni aggiornate sul tuo broker e, se necessario, consulta un consulente finanziario indipendente.
I contenuti di questo articolo hanno scopo puramente informativo ed educativo e non costituiscono in alcun modo una consulenza personalizzata sugli investimenti o una raccomandazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari.
Gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita totale o parziale del capitale investito. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri.
Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento, effettua sempre le tue ricerche e, se necessario, consulta un consulente finanziario professionista indipendente.
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