I contratti futures rappresentano uno degli strumenti finanziari più antichi e liquidi al mondo. Con oltre 26 milioni di contratti scambiati ogni giorno sul CME (Chicago Mercantile Exchange), il mercato dei futures è accessibile anche agli investitori retail italiani grazie all’evoluzione dei broker online e all’introduzione dei micro-futures. Questa guida spiega in modo pratico come funzionano, quanto capitale serve, quali sono i costi e le implicazioni fiscali in Italia.
Nota informativa: questa guida ha finalità esclusivamente informative. Non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento. Il trading di futures comporta rischi significativi, inclusa la possibilità di perdere l’intero capitale investito o più.
Cosa sono i contratti futures
Un contratto future è un accordo standardizzato per acquistare o vendere un determinato sottostante a una data futura e a un prezzo stabilito oggi. A differenza delle azioni, dove acquisti una quota di un’azienda, con i futures non possiedi l’attività sottostante: speculi sull’andamento del suo prezzo.
I futures si negoziano su borse regolamentate come il CME, l’Eurex e l’ICE. Questo li distingue dai CFD, che vengono trattati direttamente con il broker (mercato over-the-counter). La presenza di una camera di compensazione (clearing house) riduce quasi a zero il rischio di controparte.
Esempio pratico: supponi che il DAX quota 18.000 punti. Ogni punto del contratto future sul DAX vale 25 euro. Se acquisti un contratto e l’indice sale di 100 punti, guadagni 2.500 euro. Se scende di 100 punti, perdi 2.500 euro. Il movimento avviene ogni giorno sul tuo conto: è il meccanismo del mark-to-market.
I futures hanno una data di scadenza, di solito trimestrale (marzo, giugno, settembre, dicembre). La maggior parte dei broker propone il rollover automatico per evitare la consegna fisica del sottostante alla scadenza.
Di seguito un confronto sintetico tra futures, CFD e azioni:
| Caratteristica | Futures | CFD | Azioni |
|---|---|---|---|
| Sede di negoziazione | Borsa regolamentata (CME, Eurex…) | Over-the-counter (broker) | Borsa regolamentata (Euronext…) |
| Standardizzazione | Contratti standardizzati | Contratti su misura | Standardizzata |
| Scadenza | Date trimestrali fisse | Nessuna | Nessuna |
| Rischio controparte | Quasi nullo (camera di compensazione) | Elevato (broker dealing desk) | Basso |
| Chiamate a margine | Si, giornaliere | Si, continue | No (salvo SRD) |
| Capitale minimo indicativo | Da 2.000 a 5.000 euro (micro-futures) | Da 100 euro | Da pochi euro |
| Esempio italiano | Futures sul FTSE MIB | CFD sul FTSE MIB | Azione Eni o Enel |
Una breve storia dei contratti futures
I contratti a termine nacquero nel 1848 a Chicago con la fondazione del Chicago Board of Trade (CBOT). L’obiettivo originario era pratico: permettere agli agricoltori di vendere il proprio raccolto a un prezzo concordato prima ancora della raccolta, proteggendosi dalle fluttuazioni di mercato.
Oggi la situazione è radicalmente cambiata. Circa il 90% dei volumi sui futures riguarda strumenti finanziari – indici, valute, tassi di interesse – e non più materie prime agricole.
In Italia, l’accesso ai futures per i privati si è diffuso soltanto negli anni 2010 con l’arrivo di broker internazionali regolamentati. In precedenza, questi strumenti erano riservati a banche e investitori istituzionali. Tre borse concentrano la maggior parte degli scambi mondiali: il CME (indici americani e commodity), l’Eurex (indici europei, tra cui DAX e EURO STOXX 50) e l’ICE (energia).
Il prezzo di un futures dipende da quattro fattori principali: il prezzo del sottostante, il costo di finanziamento (tasso di interesse), i dividendi attesi (per gli indici azionari) e il tempo alla scadenza. La differenza tra prezzo futures e prezzo spot viene chiamata basis.
Cinque vantaggi concreti del trading su futures
Capire perché i futures sono utilizzati – non solo dai trader attivi, ma anche da fondi e aziende – aiuta a contestualizzarne l’uso nel proprio portafoglio.
- Leva finanziaria elevata: con un deposito a margine di 5.000 euro puoi controllare un’esposizione notevolmente superiore. Questo amplifica i guadagni ma anche le perdite.
- Liquidità elevata: i principali contratti futures su indici come S&P 500, DAX o FTSE MIB hanno spread molto ridotti e volumi enormi. Puoi entrare e uscire rapidamente anche su posizioni di dimensione significativa.
- Trasparenza dei costi: i futures non hanno spread nascosti come spesso avviene nei CFD. I costi si riducono principalmente alle commissioni di negoziazione e ai costi di margine.
- Assenza di rischio emittente: la camera di compensazione garantisce il buon fine delle operazioni. Non sei esposto al rischio che la controparte non adempia ai suoi obblighi.
- Possibilita di operare short facilmente: vendere un futures allo scoperto è semplice quanto acquistarlo. Questo permette di costruire strategie di copertura o posizioni ribassiste senza complicazioni tecniche.
Tre errori da evitare nel trading di futures
I futures sono strumenti efficienti, ma alcune caratteristiche possono sorprendere chi si avvicina per la prima volta.
- Sottovalutare le chiamate a margine: se il mercato si muove contro di te, il broker ti chiede di integrare il margine entro breve tempo. Se non lo fai, la posizione viene chiusa in automatico. Tenere liquidita di riserva sul conto non è una comodità, è una necessità operativa.
- Ignorare la scadenza dei contratti: a differenza delle azioni, i futures scadono. Se non chiudi o ruoti la posizione prima della scadenza, il broker procede al rollover automatico (con costi) oppure alla chiusura. Verifica sempre le date sul calendario del broker.
- Usare leva eccessiva all’inizio: i micro-futures esistono proprio per permettere di iniziare con dimensioni ridotte. Iniziare con contratti standard prima di avere esperienza pratica è uno degli errori più comuni e costosi.
Come scegliere un broker per i futures
Non tutti i broker online offrono accesso diretto ai futures regolamentati. Molti propongono solo CFD sugli stessi sottostanti, che sono strumenti differenti. Prima di aprire un conto, verifica questi elementi:
- Regolamentazione: il broker deve essere autorizzato da un’autorità europea riconosciuta (FCA, BaFin, AFM, CySEC) o idealmente registrato presso CONSOB per operare in Italia. Controlla il registro CONSOB prima di depositare fondi.
- Accesso ai mercati: verifica che il broker offra accesso diretto al CME o all’Eurex, non solo prodotti sintetici.
- Commissioni e margini: confronta le commissioni per contratto (in genere espresse in euro o dollari per round-turn) e i requisiti di margine iniziale e di mantenimento.
- Piattaforma di trading: MetaTrader 5, Thinkorswim, Sierra Chart e NinjaTrader sono tra le piattaforme piu usate per i futures. Valuta la disponibilita di una demo prima di impegnare capitali reali.
- Regime fiscale: verifica se il broker agisce come sostituto d’imposta (regime amministrato) o se la gestione fiscale è a tuo carico (regime dichiarativo). Questa distinzione ha impatti pratici importanti per i residenti italiani.
Come aprire un conto futures: guida pratica
Il processo di apertura è simile a quello di qualsiasi conto di trading, ma con alcune specificita legate alla natura dello strumento.
- Scegli il broker verificando regolamentazione, costi e accesso ai mercati che ti interessano.
- Compila la domanda online con i tuoi dati anagrafici, codice fiscale e documento di identita valido.
- Supera il questionario MiFID II: i broker sono obbligati per legge a valutare la tua esperienza e la tua tolleranza al rischio. Rispondi in modo accurato: se non sei ritenuto adeguato per i futures, il broker potrebbe non approvare l’accesso a questo tipo di strumento.
- Carica i documenti richiesti (documento d’identita, codice fiscale, prova di residenza).
- Deposita il capitale minimo richiesto per i futures che intendi negoziare.
- Inizia con il conto demo per familiarizzare con la piattaforma, le chiamate a margine simulate e la meccanica del rollover.
Capitale minimo e margini nel trading di futures
Il capitale necessario per fare trading di futures varia in funzione del contratto scelto e del broker. La distinzione fondamentale è tra contratti standard e micro-futures.
I contratti standard (come il Future sul FTSE MIB o lo S&P 500 E-mini) richiedono margini iniziali che possono variare da 5.000 a 15.000 euro o dollari per contratto, a seconda della volatilita del sottostante e delle regole della camera di compensazione.
I micro-futures, introdotti dal CME negli ultimi anni, valgono un decimo del contratto standard. Il Micro E-mini S&P 500, ad esempio, richiede un margine iniziale intorno ai 1.200-1.500 dollari. Questo li rende accessibili con capitali di partenza più contenuti, indicativamente tra 2.000 e 5.000 euro.
Esistono due tipi di margine che devi conoscere:
- Margine iniziale (initial margin): l’importo che devi depositare per aprire una posizione.
- Margine di mantenimento (maintenance margin): il livello minimo di liquidita che devi mantenere mentre la posizione è aperta. Se il saldo scende sotto questa soglia, ricevi una chiamata a margine.
Il margine non è un costo: è una garanzia. Ma devi sempre tenere conto che le perdite possono superare il margine depositato se il mercato si muove rapidamente contro di te.
Esempio numerico: un Micro E-mini S&P 500 con margine iniziale di 1.400 dollari e moltiplicatore di 5 dollari per punto. Se l’indice si muove di 50 punti, la variazione sul tuo conto è di 250 dollari (50 x 5). Su un margine di 1.400 dollari, questo rappresenta circa il 18% di variazione – tanto in positivo quanto in negativo.
Strategie e principali tipi di contratti
I futures coprono un’ampia gamma di sottostanti. Conoscere le categorie principali aiuta a identificare quali strumenti sono piu rilevanti per i tuoi obiettivi.
- Futures su indici azionari: S&P 500, NASDAQ 100, DAX, FTSE MIB, EURO STOXX 50. Sono i piu liquidi e i piu usati dai trader retail per operazioni direzionali o di copertura.
- Futures su materie prime: petrolio (WTI, Brent), gas naturale, oro, argento, grano, mais. Richiedono una conoscenza specifica dei fattori che influenzano l’offerta e la domanda fisica.
- Futures su valute: alternative ai contratti forex spot, con il vantaggio della negoziazione su borsa regolamentata.
- Futures su tassi di interesse: BTP future, Bund future, Eurodollaro. Molto usati da operatori istituzionali per gestire il rischio di tasso.
Sul piano delle strategie, le piu comuni nel trading di futures includono:
- Trading direzionale (long o short su un indice o una commodity)
- Spread trading (posizione long su un contratto e short su un altro correlato)
- Copertura di portafoglio (hedging)
- Strategie stagionali sulle commodity agricole
Usare i futures per coprire il portafoglio (hedging)
Una delle applicazioni piu razionali dei futures per un investitore retail avanzato è la copertura del portafoglio azionario. Se detieni un portafoglio di azioni italiane o europee e temi una correzione di mercato nel breve periodo, puoi aprire una posizione short su un future sull’indice di riferimento senza dover liquidare le tue azioni.
Esempio: possiedi un portafoglio di azioni del FTSE MIB del valore di 50.000 euro. Vendi un mini-future sul FTSE MIB. Se l’indice scende del 5%, la perdita sul portafoglio azionario è parzialmente compensata dal guadagno sulla posizione short in futures.
Questa strategia comporta costi (commissioni, roll dei contratti) e non è mai una copertura perfetta (il cosiddetto basis risk – differenza tra andamento del portafoglio e andamento dell’indice). Va usata con consapevolezza dei suoi limiti e solo se si comprende bene il meccanismo delle chiamate a margine.
Fiscalità dei futures per i residenti italiani
In Italia, i proventi derivanti dal trading di futures rientrano nella categoria dei redditi diversi di natura finanziaria (art. 67 del TUIR). Questo significa che i guadagni sono soggetti a imposta sostitutiva.
Le opzioni principali sono due:
- Regime amministrato (sostituto d’imposta): il broker italiano o il broker estero registrato come sostituto d’imposta calcola, trattiene e versa l’imposta per conto tuo. Attualmente l’aliquota applicata sui redditi diversi finanziari è del 26%. Non devi fare nulla in dichiarazione dei redditi per questi proventi.
- Regime dichiarativo: se il tuo broker non agisce da sostituto d’imposta (come spesso avviene con broker esteri non registrati in Italia), sei tu a dover dichiarare i guadagni nel quadro RT della dichiarazione dei redditi e versare l’imposta. Puoi in questo caso scegliere se applicare l’aliquota sostitutiva del 26% oppure – in casi particolari – il regime ordinario a scaglioni IRPEF.
Attenzione: se utilizzi un broker estero con conti detenuti all’estero, sei tenuto anche alla compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi per il monitoraggio fiscale, indipendentemente dal fatto che tu abbia realizzato guadagni o meno. Valuta sempre con un consulente fiscale la tua situazione specifica.
Simulare la fiscalità: tassazione ordinaria vs sostitutiva
Prima di scegliere il regime fiscale piu vantaggioso, è utile fare un calcolo basato sulla propria situazione reddituale complessiva.
Il regime sostitutivo al 26% è vantaggioso se il tuo reddito imponibile totale ti colloca in scaglioni IRPEF superiori (dal 35% in su). Se invece il tuo reddito complessivo è basso, potrebbe essere teoricamente conveniente il regime ordinario – ma questo scenario è raro per chi fa trading su futures, dato che i profili più attivi tendono ad avere redditi già elevati.
Le perdite su futures realizzate in regime dichiarativo possono essere portate in compensazione con altri redditi diversi finanziari nei quattro anni successivi. Questo è un vantaggio concreto da considerare nella pianificazione fiscale.
Consulta sempre un commercialista o un consulente fiscale prima di scegliere il regime e prima di presentare la dichiarazione, soprattutto se operi con broker esteri.
MetaTrader 5: come usarlo per i micro-futures
MetaTrader 5 (MT5) è una delle piattaforme di trading piu diffuse al mondo ed è disponibile presso diversi broker che offrono accesso ai futures e ai micro-futures. Ecco come iniziare in modo pratico.
- Scarica MT5 dal sito ufficiale MetaQuotes o direttamente dalla pagina del tuo broker. Disponibile per Windows, macOS, iOS e Android.
- Apri un conto demo sul broker scelto e inserisci le credenziali in MT5 tramite File – Accedi al conto di trading.
- Cerca il contratto futures che ti interessa nel pannello Osservazione mercato (tasto destro – Mostra tutto). I micro-futures sul CME in genere hanno prefisso “M” (es. MES per Micro E-mini S&P 500).
- Analizza il grafico: apri il grafico dello strumento, imposta il timeframe che preferisci e usa gli indicatori disponibili per la tua analisi tecnica.
- Apri un ordine: premi F9 o clicca con il tasto destro sul grafico. Inserisci il tipo di ordine (mercato, limite, stop), la quantita in lotti e i livelli di stop loss e take profit.
- Monitora la posizione nella scheda Trade in basso. Visualizzi in tempo reale il margine utilizzato, il margine libero e il risultato della posizione aperta.
- Chiudi la posizione cliccando sulla X accanto al trade oppure tramite un ordine inverso.
MT5 supporta anche la programmazione di Expert Advisor (trading automatico) e il backtesting di strategie. Tuttavia, per chi inizia, la funzionalita piu utile resta la demo con dati reali per fare pratica senza rischiare capitale.
NanoTrader Full: piattaforma per trader piu esperti
NanoTrader Full è una piattaforma professionale distribuita da alcuni broker europei per il trading su futures, CFD e altri strumenti. Si rivolge a trader con esperienza che cercano funzionalita avanzate di analisi e automazione.
Tra le caratteristiche principali:
- Grafici avanzati: supporto per oltre 100 indicatori tecnici, grafico Renko, grafico a range bar, footprint chart e altri strumenti di analisi del flusso degli ordini.
- Order flow e DOM (Depth of Market): possibilita di vedere il book degli ordini in tempo reale, utile per i trader che operano su timeframe brevi.
- Strategie automatizzate: NanoTrader permette di programmare e testare strategie automatiche senza conoscenze di programmazione avanzate, tramite uno strumento visuale.
- Integrazione diretta con i futures Eurex: per chi opera sui mercati europei, l’integrazione con Eurex è uno dei punti di forza rispetto ad altre piattaforme piu orientate al mercato americano.
Limite principale: NanoTrader non è disponibile presso tutti i broker. Richiede spesso un abbonamento mensile separato o è incluso solo in conti con determinate condizioni di operativita. Prima di scegliere questa piattaforma, confronta i costi totali (commissioni + canone piattaforma) con le alternative disponibili.
Per chi inizia, MT5 o thinkorswim (disponibile con TD Ameritrade/Schwab) sono in genere piu accessibili. NanoTrader ha senso quando si ha gia una strategia definita che richiede strumenti di analisi specifici.
Domande frequenti
Si puo perdere piu del capitale investito con i futures?
Si. I futures sono strumenti a leva e con meccanismo mark-to-market giornaliero. Se il mercato si muove rapidamente contro la tua posizione e il saldo del conto scende sotto il margine di mantenimento, il broker chiude la posizione in automatico. In scenari estremi – aperture di mercato con gap molto ampi – le perdite possono superare il saldo disponibile, generando un saldo negativo che devi coprire. E’ fondamentale operare con stop loss e non esporre al mercato piu di quanto sei in grado di perdere.
Qual è la differenza tra futures e CFD?
I futures si negoziano su borse regolamentate con contratti standardizzati e camera di compensazione. I CFD si negoziano direttamente con il broker (OTC) su condizioni definite dal broker stesso. I futures hanno scadenze fisse, i CFD no. Il rischio di controparte nei futures è quasi nullo; nei CFD dipende dalla solidita del broker. Per un investitore italiano, la scelta tra i due dipende dal capitale disponibile, dagli obiettivi e dalla preferenza per la trasparenza del mercato.
Si puo fare trading di futures con 1.000 euro?
Con 1.000 euro l’accesso ai futures regolamentati è molto limitato. I micro-futures richiedono generalmente margini iniziali tra 1.000 e 1.500 dollari per i contratti piu piccoli (come il Micro E-mini S&P 500), ma un conto con soli 1.000 euro non lascia praticamente nessun margine di sicurezza per le chiamate a margine. Con questo capitale, anche un piccolo movimento contrario potrebbe azzerare il conto. La soglia operativa minima consigliata per chi vuole iniziare con i micro-futures è di 3.000-5.000 euro, mantenendo sempre una riserva di liquidita non esposta al mercato. Al di sotto di questa soglia, i CFD potrebbero essere uno strumento piu adeguato – pur con le differenze strutturali descritte sopra.
Avvertenza: le informazioni contenute in questa guida hanno finalita esclusivamente informative e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o di investimento personalizzata. Il trading di futures comporta rischi elevati e non è adatto a tutti gli investitori. Prima di operare, valuta la tua situazione finanziaria, la tua esperienza e i tuoi obiettivi. Per la gestione fiscale degli strumenti finanziari, rivolgiti a un professionista abilitato.
I contenuti di questo articolo hanno scopo puramente informativo ed educativo e non costituiscono in alcun modo una consulenza personalizzata sugli investimenti o una raccomandazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari.
Gli investimenti comportano rischi, inclusa la perdita totale o parziale del capitale investito. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri.
Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento, effettua sempre le tue ricerche e, se necessario, consulta un consulente finanziario professionista indipendente.
Le informazioni contenute in questo articolo sono aggiornate al %anno% e potrebbero subire modifiche. Verifica sempre le condizioni attuali sui siti ufficiali dei broker.

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